Una sotto-variante di Delta sta crescendo in Gran Bretagna: cosa sappiamo- Corriere.it

di Silvia Turin

La variante AY.4.2 rappresenta quasi il 10% dei casi sequenziati in Gran Bretagna: potrebbe essere il 10% -15% pi trasmissibile, ma non pu essere l’unica causa dell’alto numero di casi di Covid in UK

Sotto la lente, in Gran Bretagna — dove negli ultimi giorni si osservata una crescita di nuovi contagi da coronavirus e di decessi causati dal Covid: e qui proviamo a spiegare la ragione di questo aumento — c’ una sotto-variante di Delta che rappresenta gi quasi il 10% dei casi sequenziati nel Paese e sarebbe in ascesa: si chiama AY.4.2.

La capacit di trasmissione
Non l’unico sotto-tipo di Delta diffuso in UK, dove presente da mesi, ma gli scienziati stanno monitorando la sua capacit di trasmissione: due esperti – Jeffrey Barrett, direttore della Covid-19 Genomics Initiative presso il Wellcome Sanger Institute di Cambridge, e Francois Balloux, direttore dell’University College London Genetics Institute – hanno affermato che AY.4.2 sembra essere dal 10 al 15% pi trasmissibile di Delta, ma i dati sono davvero troppo incerti. La prevalenza di AY.4.2 sta aumentando rapidamente, ma ha impiegato diversi mesi per raggiungere quasi il 10% delle nuove infezioni e il suo tasso di crescita molto variabile nelle differenti regioni. Sebbene possa avere un vantaggio, non si sta diffondendo con il tipo di velocit esplosiva vista per il ceppo Delta al suo ingresso in UK. Inoltre, non ancora molto diffuso al di fuori del Regno Unito: negli Stati Uniti la prevalenza aumentata, ma in seguito diminuita o si attestata a livelli costanti, e questo potrebbe dimostrare che la maggior diffusione in alcune zone sia il frutto di pi fattori casuali concomitanti.

L’ascesa dei casi in Gran Bretagna
Gli scienziati, infatti, sembrano negare che AY.4.2 sia direttamente la causa dei livelli molto elevati di casi di Covid, ricoveri e decessi nel Regno Unito, molto al di sopra di quelli registrati altrove nell’Europa occidentale. Le ragioni che spiegano la risalita del virus nel Paese anglofono sono molteplici: l’abbandono di ogni restrizione (compreso l’uso delle mascherine al chiuso e il distanziamento), l’immunit conferita dal vaccino che in calo dopo sei mesi e la scarsa copertura vaccinale della popolazione 12-17 anni (ne abbiamo parlato per esteso QUI
), ma anche una certa noncuranza della popolazione che non sente pi il Covid come tema importante.

Non una Delta plus
Ma quali sono le caratteristiche di AY.4.2 finora note? Innanzitutto il nome: AY.4, AY.9, AY.4.2, sono tutti sottolineaggi di B.1.617.2, la variante Delta. L’uso del termine Delta plus, scorretto: ha causato confusione in passato e dovrebbe essere evitato, anche perch gi stato applicato a precedenti discendenti di Delta con mutazioni diverse da quelle dell’AY.4.2.

Le mutazioni

AY.4.2 uno dei 45 sottolignaggi discendenti da Delta che sono stati registrati in tutto il mondo. Porta due mutazioni caratteristiche nella proteina spike con cui il virus infetta le cellule umane, chiamate Y145H e A222V. Entrambe le mutazioni sono gi state registrate individualmente in precedenti linee di coronavirus, anche se non in VOC, varianti di preoccupazione, quindi non sappiamo se abbiano caratteristiche tali da rendere il virus pi infettivo, pi virulento o pi insidioso per i vaccini. A222V stato visto in altri lignaggi Delta, ha detto Ravi Gupta, professore di Microbiologia clinica all’universit di Cambridge: Non ha un effetto molto grande sul virus, ma resta difficile prevedere l’effetto delle singole mutazioni sul comportamento virale.

I motivi di preoccupazione
Gli scienziati ipotizzano che l’unica strada per l’evoluzione del SARS-CoV-2 passi comunque dalle singole mutazioni della Delta, proprio come quella che ha dato origine a AY.4.2. Dove si imposta, infatti, Delta ha cancellato anche le varianti pi preoccupanti rispetto alla capacit di bucare i vaccini. La caratteristica principale della variante (che ora predominante in tutto il mondo) non quella di eludere la protezione dei vaccini, ma di essere pi trasmissibile. Piuttosto, la maggior preoccupazione legata al fatto che in gran parte del mondo le infezioni rimangono incontrollate e questo d al virus maggiori possibilit di evoluzione mentre si diffonde attraverso la popolazione umana. Il SARS-CoV-2 un virus in grado di infettare molti mammiferi diversi. noto per aver fatto il salto di specie dagli umani ai visoni e di nuovo agli umani. I guardiani degli zoo di tutto il mondo curano le infezioni da coronavirus tra leoni, tigri, gorilla e altri animali in cattivit. La mutazione un gioco di numeri. Ogni volta che il virus si replica, muta e i sotto-lignaggi Delta suggeriscono che sono ancora aperti percorsi evolutivi verso una maggiore trasmissibilit.

La mutazione un gioco di numeri
I vaccini diffusi servono a frenare il numero di mutazioni e l’indispensabile lavoro di sequenziamento serve e monitorare le evoluzioni del virus. Al mondo per ci sono ancora milioni di casi Delta che corrono in popolazioni non vaccinate e che non vengono rilevati da sequenziamento genomico.

20 ottobre 2021 (modifica il 20 ottobre 2021 | 13:32)

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Cos’è, che problemi può causare e ove si sta diffondendo la West Nile

Secondo gli ultimi dati – pubblicati oggidì – del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) e del Centro studi malattie esotiche (CESME), continuano a crescere le infezioni umane da West Nile Virus. L'Istituto superiore di Sanità spiega al Foglio che i numeri record di quest'anno sono "conseguenza diretta della grave siccità" che sta colpendo la nostra penisola. A "minori specchi d'acqua" corrisponde infatti "un aumento dei casi". Il consiglio è di prestare la massima attenzione ma evitando il panico, dal istante che "la situazione risulta ancora sotto controllo". Quindi cosapevolezza si, allarmismo no.     Le regioni più colpite sono Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia-Giulia, Toscana e Sardegna. Dall'inizio di giugno 2022, sono stati segnalati 127 casi nella forma neuro-invasiva, 37 in donatori di sangue, 63 con febbre e altri 3 sintomatici.      Il bilancio è di 230 infezioni, inclusi 13 decessi: il secondo anno peggiore dal 2012. Seppure con dati minori, l'ultimo monitoraggio dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) mostra come l'epidemia stia circolando anche in altri paesi d'Europa: in Grecia, Austria, Romania, Slovacchia e, extra Ue, in Serbia.      Cos'è la West Nile Disease (WND) e che problemi può dare all'uomo    La malattia di West Nile (WND) è provocata dal WNV, il virus West Nile, della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto da cui prende il nome. È un arbovirus a Rna singolo filamento. Il principale vettore di trasmissione della malattia sono le zanzare, principalmente del genere Culex e di specie modestus e specie pipiens. L'infezione avviene in successione a un ciclo endemico e a uno epidemico: nel primo le zanzare (vettori) si infettano pungendo uccelli (serbatoi), mentre nel secondo le zanzare diventano capaci di contagiare ospiti accidentali, soprattutto i mammiferi (come l'essere umano e i cavalli).     Stando ai dati epidemiologici del governo della Salute, nell'uomo il periodo di incubazione è molto ampio e varia dai 2 ai 14 giorni. La diagnosi viene effettuata attraverso test di laboratorio e la maggior parte delle persone infettate sviluppa una sindrome simil-influenzale. I sintomi più comuni sono: febbre, mal di testa, mal di gola, dolori muscolari e articolari, congiuntivite e rash cutanei. Altre sindromi più gravi possono essere: meningite, encefalite, poliomielite.   In Europa la febbre del Nilo è presente dalla metà del secolo scorso, dopo essere stata già segnalata in Africa, medio oriente, nord America e Asia occidentale. Il primo caso risale al 1937, in Uganda, da una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta; risiedeva nel distretto di "West Nile", da cui la malattia prese il nome. In Italia il primo focolaio si registra nell’estate del 1998 tra un gruppo di cavalli toscani, ma la prima infezione in soddisfazione di provocare sintomatologia clinica nell'uomo risale invece al 2008. Da quel istante, il governo della Salute ha attivato un piano di sorveglianza straordinaria, tracciando annualmente la situazione.   Non esistendo un vaccino, è essenziale la difesa, che consiste soprattutto nel proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente. Il dicastero di Lungotevere Ripa raccomanda di usare repellenti (indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto), usare le zanzariere alle finestre, svuotare di frequente i vasi di fiori (o altri contenitori) con acqua stagnante, cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali, tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate e utilizzare diffusori di insetticidi a uso domestico.        

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