Libertà di scelta e salute da tutelare a scuola, ipotesi tamponi salivari per isolare i positivi

24 Agosto 2021 – Ore 20:10

Giorgia Latini e Filippo Saltamartini

 

Questa mattina l’assessore regionale all’Istruzione Giorgia Latini e l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini hanno incontrato alcuni rappresentanti dei Comitati di presidi e docenti nati per difendere la libera scelta vaccinale. Erano presenti, in particolare, il Comitato docenti Marche per la libera scelta, il Comitato del personale scuola e genitori per la libertà di scelta, il Comitato operativo spontaneo liberi cittadini del Piceno e il Comitato salute e diritti a scuola.

“Nel corso dell’incontro i rappresentanti – fanno sapere dalla Regione – hanno avanzato proposte per l’acquisizione del green pass, da porre al vaglio del Governo, affinché libertà di scelta e salute possano essere entrambe tutelate”. “È stato un incontro utile a chiarire la posizione di tante persone che, troppo spesso e in maniera distorta, vengono classificate come no vax. Insieme al collega Saltamartini – è il commento dell’assessore Giorgia Latini – ho ascoltato considerazioni ragionevoli su cui riflettere. Nel pieno rispetto delle regole, è giusto cercare soluzioni possibili che siano in grado di migliorare la gestione pandemica. Proprio oggi mi sono confrontata anche con l’Ufficio scolastico regionale per portare alcune delle posizioni espresse nel tavolo tecnico con il Ministero. Un passaggio che precede quello da fare in Conferenza Stato- Regioni”.

Tra i temi trattati, la possibilità, attraverso i tamponi salivari, di isolare possibili casi positivi, garantendo la continuità del ciclo scolastico e avviare progetti sperimentali di prevenzione. “La Regione – ha spiegato l’assessore Saltamartini – sta concludendo la procedura per l’acquisto di 500.000 tamponi salivari proprio per monitorare e limitare la diffusione del Covid-19 nelle scuole. La provvista potrebbe essere effettuata direttamente dal Commissario anti-Covid per ridurre i tempi. È nostra volontà, inoltre, procedere con tamponi a tappeto che assicurino un alto livello di efficacia dei protocolli”. Tra le richieste di cui la Regione si farà portavoce in Conferenza Stato-Regioni anche quella “dell’utilizzo dei tamponi salivari – aggiungono sempre dalla Regione – ai fini dell’ottenimento del green pass. Il Ministero, con una circolare del maggio scorso, ne riconosce in effetti l’attendibilità senza prevedere tuttavia questo tipo di screening tra i requisiti validi per l’ottenimento del certificato verde”.

“Attraverso alcuni parlamentari – conclude Latini – ci stiamo attivando per alcune modifiche al decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 luglio scorso e che dovrà passare in Parlamento per essere convertito in legge. La ripresa serena della scuola merita tutta la nostra attenzione: un obiettivo per cui la Regione ha investito 9 milioni per l’acquisto di impianti di ventilazione meccanica e sanificatori. Rispettiamo le leggi, ma cerchiamo anche di supportare i ragazzi le loro famiglie e la loro salute con tutti gli strumenti che riusciamo a mettere in campo, senza preclusioni o discriminazioni”.

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Cos’è, che problemi può causare e ove si sta diffondendo la West Nile

Secondo gli ultimi dati – pubblicati oggidì – del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) e del Centro studi malattie esotiche (CESME), continuano a crescere le infezioni umane da West Nile Virus. L'Istituto superiore di Sanità spiega al Foglio che i numeri record di quest'anno sono "conseguenza diretta della grave siccità" che sta colpendo la nostra penisola. A "minori specchi d'acqua" corrisponde infatti "un aumento dei casi". Il consiglio è di prestare la massima attenzione ma evitando il panico, dal istante che "la situazione risulta ancora sotto controllo". Quindi cosapevolezza si, allarmismo no.     Le regioni più colpite sono Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia-Giulia, Toscana e Sardegna. Dall'inizio di giugno 2022, sono stati segnalati 127 casi nella forma neuro-invasiva, 37 in donatori di sangue, 63 con febbre e altri 3 sintomatici.      Il bilancio è di 230 infezioni, inclusi 13 decessi: il secondo anno peggiore dal 2012. Seppure con dati minori, l'ultimo monitoraggio dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) mostra come l'epidemia stia circolando anche in altri paesi d'Europa: in Grecia, Austria, Romania, Slovacchia e, extra Ue, in Serbia.      Cos'è la West Nile Disease (WND) e che problemi può dare all'uomo    La malattia di West Nile (WND) è provocata dal WNV, il virus West Nile, della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto da cui prende il nome. È un arbovirus a Rna singolo filamento. Il principale vettore di trasmissione della malattia sono le zanzare, principalmente del genere Culex e di specie modestus e specie pipiens. L'infezione avviene in successione a un ciclo endemico e a uno epidemico: nel primo le zanzare (vettori) si infettano pungendo uccelli (serbatoi), mentre nel secondo le zanzare diventano capaci di contagiare ospiti accidentali, soprattutto i mammiferi (come l'essere umano e i cavalli).     Stando ai dati epidemiologici del governo della Salute, nell'uomo il periodo di incubazione è molto ampio e varia dai 2 ai 14 giorni. La diagnosi viene effettuata attraverso test di laboratorio e la maggior parte delle persone infettate sviluppa una sindrome simil-influenzale. I sintomi più comuni sono: febbre, mal di testa, mal di gola, dolori muscolari e articolari, congiuntivite e rash cutanei. Altre sindromi più gravi possono essere: meningite, encefalite, poliomielite.   In Europa la febbre del Nilo è presente dalla metà del secolo scorso, dopo essere stata già segnalata in Africa, medio oriente, nord America e Asia occidentale. Il primo caso risale al 1937, in Uganda, da una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta; risiedeva nel distretto di "West Nile", da cui la malattia prese il nome. In Italia il primo focolaio si registra nell’estate del 1998 tra un gruppo di cavalli toscani, ma la prima infezione in soddisfazione di provocare sintomatologia clinica nell'uomo risale invece al 2008. Da quel istante, il governo della Salute ha attivato un piano di sorveglianza straordinaria, tracciando annualmente la situazione.   Non esistendo un vaccino, è essenziale la difesa, che consiste soprattutto nel proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente. Il dicastero di Lungotevere Ripa raccomanda di usare repellenti (indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto), usare le zanzariere alle finestre, svuotare di frequente i vasi di fiori (o altri contenitori) con acqua stagnante, cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali, tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate e utilizzare diffusori di insetticidi a uso domestico.        

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