Il comitato ‘No arretramento A14’ si presenta ed è pronto alle barricate: “Si pensi piuttosto a migliorare l’esistente”

FERMO – Al tavolo Articolo Uno, Cgil Fermo, Dipende da Noi, Movimento Cinque Stelle, Partito Comunista Italiano, Rifondazione comunista, Sinistra Italiana, Usb Fermo. Al comitato aderisce anche Renzo Interlenghi: “Bisogna cambiare la visione dello sviluppo del territorio, promuovere l’inter-mobilità differenziando il trasporto merci sulla linea ferroviaria e marittima, pensare a una metropolitana di superficie”

17 Dicembre 2021 – Ore 16:44

 

Il nuovo comitato per il ‘No’ all’arretramento dell’autostrada si presenta. Presenti Articolo Uno di Fermo, Cgil Fermo, Dipende da Noi, Movimento Cinque Stelle, Partito Comunista Italiano, Rifondazione comunista, Sinistra Italiana, Usb Fermo. Al comitato aderisce anche Renzo Interlenghi come consigliere comunale di Fermo, oggi però impegnato nella consegna dei kit sanitari al carcere.

A rappresentanza di queste compagini stamattina si è tenuta una conferenza stampa in cui le sue varie componenti hanno esposto il loro comune pensiero. In sala erano presenti Stefano Fortuna, consigliere comunale cinque stelle, Alessandro Fortuna, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Enrico Martini, tesoriere regionale di Sinistra Italiana, Massimo Rossi ex presidente della provincia di Ascoli Piceno, Andrea Matè del sindacato Usb di Fermo e il segretario di Articolo 1 di Fermo, Alessandro Teo Del Monte.

“Ho riascoltato gli interventi del convegno sull’argomento tenutosi a Porto San Giorgio – racconta Massimo Rossi – e ritengo surreale che persone che stimo possano sostenere ipotesi di quel tipo. Se la volontà è quella di decongestionare il traffico sulla Statale, non è di certo questa la soluzione. Sono stati fatti studi analitici ai tempi in cui si discuteva dell’ampliamento dell’attuale autostrada con la terza corsia, in cui risulta evidente che si tratta di un traffico locale e non di lunga percorrenza – prosegue Rossi – Ribadiamo che il grosso del traffico ingombrante è costituito dal trasporto merci su gomma, che andrebbe piuttosto spostato sulla linea ferroviaria e marittima. Per quanto riguarda il traffico locale la via è quella della costruzione di una ‘metropolitana di superficie’ e del potenziamento del trasporto pubblico. Non è di certo la costruzione di una nuova autostrada che offre competitività al nostro territorio, attorno alla quale si andrebbero a costruire nuove zone industriali, in perfetto disallineamento rispetto alle attuali tendenze in Italia e nel resto del mondo, con le linee di intermobilità e politiche di sostenibilità”.

Interviene poi il consigliere comunale del Movimento Cinque, Stelle Stefano Fortuna, che fa considerazioni rispetto l’aspetto economico e temporale che comporterebbe la costruzione di questa nuova autostrada: “Il costo ammonterebbe a circa 40 milioni di euro per ogni chilometro costruito per un totale di 25 kilometri. Una spesa esorbitante che tra l’altro comporterebbe la trasformazione del territorio in un cantiere a cielo aperto per almeno 30 anni, di cui pertanto non potremmo godere degli eventuali benefici lasciando irrisolti i problemi attuali. Con una spesa molto più contenuta si potrebbe migliorare l’attuale autostrada con la costruzione di una terza corsia nel tratto interessato e completare i numerosi cantieri in atto, in ambito di viabilità, presenti in tutta la regione. Siamo assolutamente contrari a questo progetto, gli interventi da fare sono ben altri”.

“Usb Fermo esprime la più ferma contrarietà all’arretramento dell’ A14, poiché – specifica Andrea Matè – ciò oltre a costare molto in termini economici, circa 40 milioni di euro al chilometro, l’arretramento comporta la deturpazione delle valli del Tenna e dell’Aso, rinomate in tutto il territorio nazionale per le sue eccellenze della frutticoltura.
Il traffico autostradale non ha nulla a che vedere con il congestionamento del traffico locale, che si può risolvere solo con l’incentivazione all’ uso dei mezzi pubblici, e ad una rete di mobilità sostenibile”.

Prosegue nell’analisi Enrico Martini tesoriere regionale di Sinistra Italiana parlando in merito della costruzione in atto del nuovo ospedale a Campiglione di Fermo: “La Valle del Tenna attualmente manca di una viabilità sostenibile per chi vive o si avventura in quella zona, aggravata dalla nascita del nuovo ospedale che di fatto aumenterà il volume del traffico in quella zona. La soluzione, parlo per esperienza diretta, è la costruzione di una metropolitana di superficie, che di fatto si tratterebbe dell’ammodernamento della vecchia linea ferroviaria che collegava la città di Fermo alla città di Amandola. Esempi del genere esistono già come in Val Venosta e Val Pusteria, e hanno apportato enormi benefici a chi ci vive con costi estremamente più contenuti rispetto alla costruzione ex novo di una linea autostradale nuova”.

“Come Articolo Uno provinciale Fermo siamo fortemente ed assolutamente contrari – il punto di Del Monte – all’arretramento della autostrada A14 Porto Sant’Elpidio – Pedaso. Un’idea per noi assurda e se non fosse stata da taluno realmente proposta si stenterebbe persino a prenderla in considerazione. Nel concordare quindi con il comitato No arretramento A14, che ringrazio, e quindi con le forze politiche e rappresentanze che hanno sottoscritto la nota, ma anche con quanti non lo hanno firmato, almeno sino ad ora e per motivi organizzativi e di tempistica, sebbene portatori delle medesime ragioni. Del resto tutte le forze e realtà, diciamo progressiste, sul piano provinciale ed oltre parrebbero contrarie all’arretramento. Noi ci opporremo con tutte le nostre energie: allo sventramento di colline e valli e territori comunali che deturperebbe in maniera irreversibile il territorio; ai costi insostenibili ed intollerabili sul piano socio-economico; ad un eterno cantiere a cielo aperto dove peraltro i rischi speculativi sarebbero elevatissimi nel mentre una autostrada è già presente. Cosa sarebbe assurdo, o peggio, se non questo? Abbiamo ricercato nel Comitato le ragioni forti che ci uniscono ed il no all’arretramento non ha trovato esitazione da parte di alcuno”.

“Come Articolo Uno provinciale Fermo poi, nel rispetto pieno di sensibilità e sfumature e di percorsi dialettici da affrontare – continua Del Monte – siamo persuasi che occorra coniugare anche per il nostro territorio, che presenta lacune significative, sostenibilità e sviluppo. Noi siamo per la individuazione e definizione delle infrastrutture materiali ed immateriali nodali circa l’ammodernamento del sistema viario: favorevoli alla terza corsia della A14 in loco quale infrastruttura ed arteria che collega il Paese, l’ammodernamento della ‘Maremonti’, la valutazione per il completamento della Mezzina e per il bypass del casello di Porto Sant’Elpidio-Campiglione. Ricordando che a Campiglione di Fermo sorgerà il nuovo ospedale avanzato, che dovrà essere raggiungibile da tutta la provincia ed oltre. Non solo per quanti risiedano sulla costa o nei pressi di Fermo, ma anche per tutta l’area montana ed oltre. Vale per l’ospedale, vale per ogni sviluppo armonico, essenziale e sostenibile. Così come altrettanto convintamente sosteniamo, nel cambio di paradigma di un modello di sviluppo alternativo che deve concretamente in parte affiancarsi a questo e non più procrastinabile, il coraggio di avanzare opzioni lungimiranti nel solco della sostenibilità, del rispetto ambientali e quindi della transizione ecologica, che pure in parte investe il sistema viario: pensiamo alla metropolitana di superficie Porto San Giorgio-Amandola, all’alta velocità ferroviaria, all’ampliamento della rete delle ciclovie pedonali e alla mobilità sostenibile, al trasporto pubblico locale, allo spostamento via mare. Del resto abbiamo avallato il fondamentale documento sul ‘Patto per il Lavoro e lo sviluppo del Fermano’ con tutte le parti sociali e la Provincia di Fermo. A tal proposito ringrazio la presidente della Provincia uscente Moira Canigola per il lavoro svolto, abbiamo co-redatto e sottoscritto con tutta Fermo Futura documento su ‘Per una strategia e progettualità territoriale di sviluppo economico e del lavoro’ ed infine, ma non per ultimo, il programma elettorale di Fermo Futura che in maniera molto articolata contiene anche tutto quanto appena citato. Per concludere, mi ha chiesto Renzo Interlenghi, quale consigliere capogruppo di Fermo Capoluogo ed oggi impossibilitato ad esserci per la concretizzazione della proposta con il Comune di Fermo circa il kit ai detenuti ed alla quale consegna si è personalmente recato, di portare la sua voce di scuse per l’assenza e di essere d’accordo su tutte le posizioni espresse da me”.

“Per concludere, la soluzione per noi – la chiosa del comitato – è quella di riqualificare e migliorare la viabilità esistente, cambiare la visione dello sviluppo del territorio, promuovere l’inter-mobilità differenziando il trasporto merci sulla linea ferroviaria e marittima, e non quella di costruire opere assurde sotto il profilo dei costi, dei tempi, di impatto ambientale rovinando irreversibilmente un’ampia parte del sistema collinare marchigiano con l’aggravante di non essere per nulla risolutive del problema“.

A14, pressing per l’arretramento dai sindaci. “Sfruttiamo la Mezzina e uniamo le valli”

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Cos’è, che problemi può causare e ove si sta diffondendo la West Nile

Secondo gli ultimi dati – pubblicati oggidì – del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) e del Centro studi malattie esotiche (CESME), continuano a crescere le infezioni umane da West Nile Virus. L'Istituto superiore di Sanità spiega al Foglio che i numeri record di quest'anno sono "conseguenza diretta della grave siccità" che sta colpendo la nostra penisola. A "minori specchi d'acqua" corrisponde infatti "un aumento dei casi". Il consiglio è di prestare la massima attenzione ma evitando il panico, dal istante che "la situazione risulta ancora sotto controllo". Quindi cosapevolezza si, allarmismo no.     Le regioni più colpite sono Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia-Giulia, Toscana e Sardegna. Dall'inizio di giugno 2022, sono stati segnalati 127 casi nella forma neuro-invasiva, 37 in donatori di sangue, 63 con febbre e altri 3 sintomatici.      Il bilancio è di 230 infezioni, inclusi 13 decessi: il secondo anno peggiore dal 2012. Seppure con dati minori, l'ultimo monitoraggio dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) mostra come l'epidemia stia circolando anche in altri paesi d'Europa: in Grecia, Austria, Romania, Slovacchia e, extra Ue, in Serbia.      Cos'è la West Nile Disease (WND) e che problemi può dare all'uomo    La malattia di West Nile (WND) è provocata dal WNV, il virus West Nile, della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto da cui prende il nome. È un arbovirus a Rna singolo filamento. Il principale vettore di trasmissione della malattia sono le zanzare, principalmente del genere Culex e di specie modestus e specie pipiens. L'infezione avviene in successione a un ciclo endemico e a uno epidemico: nel primo le zanzare (vettori) si infettano pungendo uccelli (serbatoi), mentre nel secondo le zanzare diventano capaci di contagiare ospiti accidentali, soprattutto i mammiferi (come l'essere umano e i cavalli).     Stando ai dati epidemiologici del governo della Salute, nell'uomo il periodo di incubazione è molto ampio e varia dai 2 ai 14 giorni. La diagnosi viene effettuata attraverso test di laboratorio e la maggior parte delle persone infettate sviluppa una sindrome simil-influenzale. I sintomi più comuni sono: febbre, mal di testa, mal di gola, dolori muscolari e articolari, congiuntivite e rash cutanei. Altre sindromi più gravi possono essere: meningite, encefalite, poliomielite.   In Europa la febbre del Nilo è presente dalla metà del secolo scorso, dopo essere stata già segnalata in Africa, medio oriente, nord America e Asia occidentale. Il primo caso risale al 1937, in Uganda, da una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta; risiedeva nel distretto di "West Nile", da cui la malattia prese il nome. In Italia il primo focolaio si registra nell’estate del 1998 tra un gruppo di cavalli toscani, ma la prima infezione in soddisfazione di provocare sintomatologia clinica nell'uomo risale invece al 2008. Da quel istante, il governo della Salute ha attivato un piano di sorveglianza straordinaria, tracciando annualmente la situazione.   Non esistendo un vaccino, è essenziale la difesa, che consiste soprattutto nel proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente. Il dicastero di Lungotevere Ripa raccomanda di usare repellenti (indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto), usare le zanzariere alle finestre, svuotare di frequente i vasi di fiori (o altri contenitori) con acqua stagnante, cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali, tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate e utilizzare diffusori di insetticidi a uso domestico.        

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